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Il paziente che ci consulta per un ‘problema estetico’, ha già analizzato soggettivamente le proprie disarmonie orali e del viso; tuttavia è nostro dovere chiarire dentro di noi innanzitutto le reali esigenze del paziente, che nascono sempre da problemi psicologici e di insicurezza, di non accettazione della propria immagine corporea, e bisognerà prestare molta attenzione ai desideri dei nostri paziente, senza però accondiscendere a qualsiasi, a volte, astrusa ed impossibile richiesta. Il dovere etico nostro è quello di fornire sempre ai nostri pazienti una spiegazione completa del trattamento, rendendoli consapevoli delle nostre capacità e possibilità, rispetto ai loro desideri e alle loro aspettative interiori.
Purtroppo l’ignoranza presente ancora oggi verso la merceologia e le differenti tecniche di estetica o cosmetica dentale, ma soprattutto questa costante separazione fra discipline mediche e chirurgiche ha creato una folta schiera di bravi specialisti, ma anche di millantatori e di ruffiani di narcisismo che, pur di soddisfare qualsiasi effimera esigenza narcisistica dei nostri pazienti, promettono restaurazioni miracolose e tecniche avveniristiche.
Esiste però un campo d’azione dove esiste un perfetto equilibrio tra le esigenze reali dei nostri pazienti e la nostra capacità di soddisfarle che ci permette di mantenere una vera Etica professionale. Il rispetto della naturalezza è una ricerca estremamente difficile ed impegnativa che non ha nulla a che vedere con il concetto di Estetica oggi trasmesso dai mass media.
Ricordiamo ai nostri pazienti sempre che il restauro di un sorriso, ma anche del viso è quello che ha la maggiore naturalezza ed il migliore adattamento biofisiologico. Bisogna sempre ricordare che la vera, bella restaurazione è quella che non si vede!
Da “Lo sbiancamento dei denti” Scienza e Tecnica Dentistica Edizioni Internazionali, Milano 1992.









The patient who consults for an “esthetic problem” already has a subjective analysis of his or her dental and facial disharmony.
Nevertheless the clinician must be clear about the real needs of the patient, who tends to hide insecurities and psychological disorders and his or her disapproval of his or her own corporal images. The practitioner must devote much attention to the patient’s desires without, however, agreeing with every abstruse and impossible request.
A dentist’s ethical duty is to always provide the patient a complete explanation of the treatment, within the intellectual abilities of the patient, respecting his or her desires and inner expectations.
Ignorance still exists among patients about the dental materials that are available and different esthetic techniques or cosmetic dentistry procedures that exist; furthermore, the constant separation of medical and surgical disciplines has created a large group of skillful specialists.
However, there is a course of action where a perfect equilibrium exists between the demands of the patient and the clinician’s capacity to satisfy those demands, permitting the practitioner to maintain a true professional ethic. The respect of simplicity is an extremely difficult and time-consuming goal that has no relation to the esthetic concept transmitted today by the mass media.
Ethics and esthetics should not compromise each other.
Respect for naturalness is extremely difficult and demanding. Often too, it has nothing in common with the patient’s original concept of esthetics.
Hence, there is neutral area that may be explored to satisfy the needs of the patient while maintaining the clinician’s professional ethics. This space lies between rational and emotional, between perception and technical knowledge and marketability. It is where the emotive space and the scientific knowledge are brought together. Creating true esthetics requires an understanding that the best restoration is one that is not noticed ....
From "The Art of Smile" Quintessence Publishing Co., Inc. Chicago 2005.